Basta!
Quante volte abbiamo gridato a gran voce: “basta, basta, basta!”
La voce è diventata afona, inutilmente! Quanti minuti di silenzio o di rumore abbiamo osservato, per rompere l’indifferenza e invocare un significativo cambiamento?
Stiamo vivendo l’estate dei femminicidi! Otto donne uccise solo nelle ultime settimane! Violenze sessuali perpetrate su ragazze minorenni, con attori anch’essi giovanissimi!
Non è solo sconcerto quello che attraversa l’animo di ciascuno, ma anche incredulità di fronte a tanta ferocia, è dolore e rabbia insieme!
Ed è a danno della dignità delle donne che sembra voler prendere piede una certa propaganda che nega la specificità del feminicidio originato, invece, da un maschio che non accetta, non tollera, non rinuncia al controllo!!
Sono vite di donne con un volto ed un nome, le cui richieste di aiuto sono state, tante volte, minimizzate o rimaste inascoltate! Sono atrocità troppo spesso consumate davanti agli occhi innocenti dei figli!
Il Paese, nonostante il moltiplicarsi della legislazione, rivela una elevata percentuale di feminicidi a dimostrazione che le istituzioni sono ancora resistenti nel riconoscere il pericolo e nell’intervenire tempestivamente ed efficacemente; a ciò si aggiunga che troppo poco si lavora sul versante della prevenzione.
E allora torniamo a chiedere, a gran voce, ancora ed ancora: l’apparato istituzionale, dalla rete dei servizi al sistema sanitario, dalle forze dell’ordine alla magistratura, abbisogna di essere implementato sia numericamente che sul fronte della formazione professionale specifica, così come è necessario che si strutturino percorsi formativi permanenti nelle scuole, fin dalla tenera età e sin nelle università, non limitandosi ad iniziative isolate. Occorre avere coraggio e rompere le resistenze che pur affiorano; occorre assumersi la responsabilità di una co-progettazione condivisa che veda protagonisti la scuola, le istituzioni, la famiglia e le comunità civili e religiose per aiutare i nostri giovani a sperimentare relazioni autentiche! Ma non basta, perché occorrono investimenti in risorse umane ed economiche, con un forte impegno da parte dello Stato!
Noi come CIF continuiamo tenacemente nel nostro impegno per la promozione della condizione delle donne contro ogni sopraffazione, per il rispetto dei diritti umani e per la dignità della persona.
Nel contempo, tramite i centri antiviolenza territoriali gestiti dall’Associazione, sosteniamo le donne che subiscono violenza, aiutandole a riconoscerla sin dai primi segnali, e attiviamo le procedure necessarie a tutelarle. Sul versante della prevenzione, le nostre operatrici professioniste, incontrando non poche difficoltà, non si risparmiano nel promuovere nelle scuole una cultura del rispetto e della parità. Anche i Consultori familiari, gestiti dai Cif territoriali, svolgono un’azione di ascolto ed accompagnamento sia nella relazione di coppia, che dell’intero nucleo familiare, prestando, altresì, attenzione ai minori sempre più succubi del social e impreparati ad avere rapporti armonici con l’altro/a.
Tutte le azioni messe in campo e gestite soprattutto dal mondo del volontariato ESIGONO un sostegno incisivo istituzionale che abbia come obiettivo prioritario l’individuazione di strategie idonee ad un cambio di passo dei modelli culturali imperanti, capace di creare alleanze tra giovani e adulti, tra uomini e donne, insieme.
Proseguiremo a fare la nostra parte: non vogliamo e non possiamo continuare a contare le vittime; la VITA delle donne è sacra e va difesa prima! Prima di essere barbaramente offesa e recisa!