San Giuseppe artigiano
Giuseppe era un artigiano. Levigava il legno piegandolo alle esigenze delle richieste: cassepanche, mensole, sgabelli, dispense e quanto poteva servire nelle case fatte di pietra di malta e coperte da tetti di paglia intonacati.
Vedeva il frutto dellโopera delle sue mani e, come ogni artigiano quasi a dare ragione dellโorigine del nome (ars= tecnica), conosceva i trucchi del mestiere per assecondare, oggi diremo, il mercato, cioรจ la clientela. Era un buon partito Giuseppe, perchรฉ grazie al suo lavoro prometteva stabilitร alla famiglia: mai le sarebbe mancato, anche se povera, un pezzo di pane.
Inoltre, il lavoro delle mani di Giuseppe era creativo. Infatti, non bastava saper di pialla e di chiodi: occorreva dare un segno di distinzione a ciรฒ che comunque doveva rispondere ad ogni esigenza. Perchรฉ, se รจ vero che un tavolo รจ un tavolo, non tutti i tavoli sono uguali. Lo diciamo anche noi quando, per sottolineare la qualitร di un oggetto, ne sosteniamo il buon nome di chi lo ha prodotto.
I genitori di Maria accolsero la richiesta di matrimonio anche se lasciarono alla figlia la libertร di acconsentire. Maria lesse negli occhi del giovane, pur se ancora ignara del suo destino, la serietร del lavoro di Giuseppe fondamento per la stabilitร . Una famiglia normale, non di altri tempi: anche di questi nostri giorni nei quali, quasi come un dรฉjร vu, lโamore vuole camminare su piedi saldi per andare lontano. E andarono lontano Maria, il bambino e Giuseppe, anchโessi stranieri in terra straniera e immigrati in un paese che forse nemmeno li voleva e dove forse loro non avrebbero mai immaginato di andare. Partirono portando con loro solo quel che รจ necessario: Giuseppe la sacca contenente gli arnesi del mestiere. Perchรฉ, anche in Egitto, il suo lavoro avrebbe trovato clienti. Il lavoro dunque. Non altro perchรฉ la casa come la tenda, simbolo della stabilitร , puรฒ essere piantata anche in un altrove maโฆil lavoro te lo devi portare con te. Giuseppe anche in Egitto era certo che nulla sarebbe mancato a Gesรน e a Maria, nรฉ sarebbe stato scambiato per un โruba lavoroโ.
Le costituzioni moderne, quelle nate nellโ800 e consolidatesi nel โ900, hanno posto tra i primi diritti inerenti alla persona, il lavoro quale estensione ed insieme possibilitร della libertร . Oggi non รจ piรน cosรฌ. Le nostre societร complesse vivono un ripiegamento su sรฉ stesse segnalato dal loro invecchiamento che altro non รจ se non il segno della precarietร .
Il lavoro per un certo periodo del secolo passato, quando le grandi industrie assunsero il modello del fordismo, contribuรฌ al permanere dellโidea che esso dovesse essere fatica fisica tanto da connotare la classe operaia. Il lavoro intellettuale invece, il solo capace di nobilitare, era destino di pochi fortunati
Oggi il lavoro รจ conteso dalle macchine e di nuovo si appalesano i fantasmi di una povertร che, sebbene nuova รจ sempre antica. Le nostre societร hanno bisogno di lavoro e mentre infuria nel nostro Paese una eterna campagna elettorale, ci spingiamo a reclamare maggiore realismo e veritร : il cambiamento se pone al centro il lavoro รจ tale, altrimenti non lo รจ.
San Giuseppe lavoratore ha ancora qualcosa da insegnarci.




