Comunicato Stampa - Roma, 10 aprile 2026
Definire “scaramucce” l’attacco in Libano con la morte di centinaia di civili ad opera di Israele è un affronto alla capacità di discernimento e di giudizio del mondo che però non insorge e resta quasi muto.
In Libano la guerra non si è mai fermata e non soltanto la città di Beirut è sotto attacco e in una situazione dolorosa.
Anche se fragile, la notizia della tregua è stata accolta come “un dono di Dio”, ma in quella terra, martoriata dai bombardamenti, dalla povertà e dalla fame la luce della pace è ancora assai lontana eppure possibile.
Quando tutto sembra oscuro, confidando in Dio che non abbandona chi soffre, che accoglie il grido degli innocenti, anche noi donne del CIF di fronte al silenzio del mondo vogliamo unire la nostra voce a quella di Papa Leone che ha alzato la sua verso coloro che disseminano distruzione e morte e con Lui vogliamo ricordare al mondo che quei territori in cui imperversa la guerra, non sono luoghi di conflitti incessanti, ma terre di vita e di incontro, di diversità e di dialogo, di speranza in un futuro di pace.





