Necessario analizzare la natura del rapporto uomo/donna
Quello che chiamiamo femminicidio altro non Γ¨ che il volto atroce del potere che, esercitato ed imposto con la forza, Weber chiama βpotenzaβ. Eβ coercitivo, non legittimato, autoreferenziale. Anche se, sempre secondo la lezione di Weber, chi lo esercita, in genere gli uomini maschi, lo considerano un esercizio di un potere dato in dote dalla natura che li dispone ad esercitarlo su quanti, generalmente le donne (considerato il sesso debole), sono disposte dalla natura allβobbedienza.
La cultura, cominciando da quella greca, ha cercato di ricondurre il βpotereβ Β ad una forma di βsaggezzaβ derivante dalla conoscenza tanto che esso Β non Γ¨ βforza naturaleβ, ma βazione e sapereβ. Tre secoli di filosofia e almeno uno di sociologia, non sono riusciti a correggere le deformazioni dellβuso muscolare della forza tanto che il potere nella relazione disambigua trova la ragione del suo esercizio.
La relazione uomo/donna (sesso forte e sesso debole) Γ¨ un volto del potere esercitato nello spazio ristretto della relazione binaria che diventa modello della relazione stessa. Per questo Γ¨ necessario analizzare la natura e la modalitΓ del rapporto relazionale al fine di cogliere quale sia la natura del potere esercitato perchΓ©, se la relazione Γ¨ sbilanciata, esso, il potere, permette a chi ne dispone, di sentirsi giustificato. Lβinvocazione dellβamore diviene poi lβaltare sul quale Γ¨ sacrificato il corpo della donna. La religione del potere ha il suo sacerdote e la sua vittima.
Scrive la Arendt: βMentre la forza Γ¨ la qualitΓ naturale di un individuo separatamente preso, il potere scaturisce fra gli uomini quando agiscono assieme, e svanisce appena si disperdono. Per questa peculiaritΓ , il potere Γ¨ straordinariamente indipendente da fattori materiali, sia in termini di numeri che di mezziβ . Per la Arendt Γ¨ il Β«vivere insieme delle personeΒ» (la prossimitΓ ) che determina il potere Ma, avverte la Arendt, essa, la prossimitΓ , non deve essere confusa βcon la silenziosa compresenzaβ (come a volte avviene nello spazio familiare) o con la Β passiva coesistenza (come a volte avviene nello spazio pubblico dove ci limitiamo ad assentire) perchΓ© la prossimitΓ Γ¨ βinterazione consapevole, basata sulla ricchezza del discorso e sulla capacitΓ di βagire di concertoβ.
Solo questa idea di prossimitΓ , che significa, βagire di concertoβ, determina il volto buono del potere condiviso, altrimenti esso Γ¨ prevaricazione di uno su un altro. Lβesplosione, e non solo numerica, della violenza esercitata come forma di potere, trova lo spazio del suo esercizio nel corpo della donna. Eβ un potere sociale e politico insieme in quanto finalizzato alla conservazione ed esercitato come forma di controllo dellβagire individuale.







