Il 20 sttembre saremo chiamati a votare per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, ecco una breve presentazione - Roma, 3 agosto 2020
Il 20/21 settembre p.v si svolgerΓ , insieme alle elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario, il referendum confermativo popolare sul testo di legge costituzionale recante βmodifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentariβ. Β Attualmente i parlamentari sono 630 e i senatori 315. Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non Γ¨ previsto il quorum (50% piΓΉ uno degli elettori) come per quello abrogativo cosΓ¬ disciplinato dallβart. 138 della Costituzione.Β Il risultato del referendum confermativo Γ¨ sempre indipendente Β dal numero dei votanti.
Nelle intenzioni dei proponenti, il risultato conseguente al referendum, sarebbe la diminuzione dei costi della politica e dei privilegi di cui gode la βcastaβ che passerebbe alla Camera da 630Β a 400 e al Senato da 315 a 200.
Diciamo subito che la modifica che si vorrebbe introdurre trascura di intervenire sui reali nodi problematici del nostro ordinamento costituzionale, ad esempio Β il grado di rappresentativitΓ e la capacitΓ di governo delle istituzioni. La campagna referendaria, quasi silenziosa e sottotono, dice tutto rispetto al disinteresse dellβargomento trattato che dΓ per scontato che il costo della democrazia debba essere al ribasso in tempi di crisi.
Il risparmio che deriverebbe da tale riforma corrisponderebbe, a detta di chi lo ha calcolato al costo di un caffe pro-capite per ciascun cittadino. Se cosΓ¬ Γ¨,Β significa che la permeabilitΓ della questione trattata dal referendum puntaΒ sulle Β emozioni dellβelettorato mentre nulla si dice o si fa per ovviareΒ agli addebiti posti alla casta quali lβincapacitΓ Β visibile anche ai piΓΉ ingenui, la obbedienza dei singoli parlamentari al capo di partito di turno ovviando alla norma costituzionale (art 67) che con chiarezza demanda al parlamentare la funzione di rappresentare la nazione βsenza vincolo di mandatoβ, la contraddizione che a volte contraddistingue le stesse decisioni assunte a pochi mesi di distanza, la difesa strenua dello scranno parlamentare a scapito della trasparenza.
Mai come in questo momento le lentezze delle due Camere appaiono evidenti come lo β inconcludenteβ dibattito parlamentare che si avvita attorno alle procedure, sebbene democratiche determinando le attuali distorsioni -o torsioni- del sistema.
La societΓ stessa, che si esprime attraverso i corpi intermedi di rappresentanza, sembra aver perduto la voce e trascura gli esiti che deriverebbero dallβesito del referendum cominciando dalla progressiva Β atrofizzazione del raccordo fra societΓ ed istituzioni, in grado di rappresentare diverse visioni del mondo. Lβesito positivo avvantaggerebbe sicuramente i partiti e le segreterie dalle quali dipenderebbe la formazione delle liste elettorali che sicuramente non aiuterebbe la partecipazione politica delle donne. Un esempio ne sia il fallimento del Consiglio regionale della PugliaΒ del 29 luglio u.s. che doveva ratificare la legge sulla paritΓ di genere nelle elezioni regionali e che invece Γ¨ stata bocciata dalla maggioranza maschile.
Lβesito positivo del referendum porterebbe lβItalia ad avere un rapporto tra eletti ed elettori pari allo 0.7: percentuale la piΓΉ bassa fra gli Stati membri dellβUnione europea, seguita dalla Spagna, con 0.8. Il dato rappresentato non Γ¨ semplicemente numerico in quanto evoca i caratteri propri di una democrazia rappresentativa sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo approfondendo il solco che separa societΓ ed istituzioni.
Non si può non concordare con quanti affermano che occorre far sì che il Parlamento (ri)acquisti un ruolo centrale, difendendo il pluralismo sociale e il raccordo effettivo fra la società e le istituzioni e il referendum non appare lo strumento più adeguato.
Infatti la rappresentanza nella prospettiva di una democrazia rappresentativa, traduce, il principio di sovranitΓ popolare costituendone una delle principali estrinsecazioni, ma non vive solo in questa forma sebbene in quella dei suoi rappresentati. Considerarli una Γ©lites significa (e lo diventerebbero grazie alla riduzione del numero) esaltarne lβinvestitura piΓΉ che il ruolo.
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