Centro Italiano Femminile

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PRESIDENZA NAZIONALE

La vicenda di Saman Abbas non sia occasione perduta

22 Giugno 2021
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Intervista alla Presidente nazionale apparsa sul sito di informazione cattolica Korazym e sullโ€™agenzia di stampa Aci Stampa - Roma, 21 giugno 2021

โ€œSaman doveva sparire per essere presenteโ€ฆ Violata nel suo legittimo desidero di vivere e amare, Saman rimprovera le nostre esitazioni, i nostri dubbi, le nostre chiusure che lโ€™hanno resa ostaggio di una cultura patriarcale impermeabile alla nostraโ€: cosรฌ si รจ espressa nei giorni scorsi la presidente nazionale del Centro Italiano Femminile, Renata Natili Micheli, commentando la morte della ragazza della provincia di Reggio Emilia uccisa dalla sua famiglia islamica per essersi rifiutata di sottostare al matrimonio combinato con un cugino in Pakistan.

Nelle scorse settimane i carabinieri avevano diffuso tre frame relativi a un video del 29 aprile, in cui compaiono alcuni parenti della ragazza (tra cui il cugino fermato a Nimes, in Francia) che, secondo le ipotesi investigative, potrebbero essere stati ripresi mentre si dirigevano a scavare una fossa. Infatti, stando alle ricostruzioni degli investigatori, la sera del 30 aprile Samam Abbas aveva tentato di fuggire, preparando i suoi vestiti e li ha messi in uno zaino pronta per uscire di casa. Ma รจ nata una violenta discussione con i genitori durante la quale la ragazza ha preteso di avere i suoi documenti: รจ quanto risulta agli atti dellโ€™inchiesta.

Una storia, quella di Samam Abbas, che pone molti interrogativi, non solo di integrazione, ma soprattutto di tutela da parte delle Istituzioni italiane, che non hanno saputo offrire adeguata protezione, come ha sottolineato la presidente nazionale del Cif, che ha parlato di occasione perduta, mentre nei media imperversa uno squallido dibattito:

โ€œDa anni le nostre societร  non possono piรน definirsi chiuse e grazie alla globalizzazione, che ha reso il mondo โ€˜piรน ampio e intercomunicanteโ€™, hanno dovuto sperimentare le difficoltร  connesse ad un mondo aperto nel quale, come spazio geografico ed umano si misurano culture, esperienze, visioni religiose diverse e a volte opposte.

Questa โ€˜promiscuitร โ€™ ha giustificato la teoria di Samuel Philips Huntington, secondo la quale la principale fonte di conflitti nel mondo sono le identitร  culturali e religiose. Se lโ€™interdipendenza, con le difficoltร  ad essa connessa sembra dare ragione a tale teoria, in realtร  la storia dellโ€™umanitร  parla unโ€™altra lingua: grazie alle le sfide la civiltร  si dimostra sempre piรน capace di inglobare le diversitร , di sviluppare le capacitร  di empowerment, di garantire i diritti, grazie anche alla conoscenza che rende sempre piรน residuali e marginali le aree dove permane una condizione di emarginazioneโ€.

Quanto รจ difficile raccogliere il grido di chi chiede aiuto?

โ€œIn questi due anni caratterizzati dallโ€™esperienza dolorosa della pandemia ciascuno ha potuto toccare con mano quanto dolorosa e improvvida sia la solitudine, quanto sia necessario un approccio diverso per sentirsi comunitร , quanto si renda urgente un cambiamento di mentalitร  tale da suscitare in ciascuno di noi sensibilitร , convincimenti, passaggi di cultura in grado di modificare i nostri comportamenti.

Ma veniamo al punto: la vicenda di Samam Abbas รจ da considerarsi unโ€™occasione perduta perchรฉ, la famiglia della porta accanto, non รจ un mondo a noi ostile, nรฉ una realtร  chiusa nella sua diversitร  rispetto alla nostra. Saman frequentava la scuola dove vanno i nostri figli, รจ unโ€™adolescente che sperava di mettere le ali per volare lontano verso il suo futuro, una ragazza che sognava di realizzarsi pienamente.

Magari lโ€™abbiamo incontrata, abbiamo incrociato i suoi occhi, forse abbiamo anche pensato che essi ci chiedessero aiuto, maย  la vita, gli impegni, le necessitร  di ogni giorno ci hanno fatto distogliere lo sguardo eย  allungare il passoโ€.

Sullo sfondo un matrimonio imposto: come prevenire?

โ€œI cambiamenti delle civiltร  si misurano in decine di anni e non possono essere imposti dallโ€™esterno, eppure lโ€™esempio, la vigilanza, il contatto, lo scambio, la conoscenza sono tutti strumenti che mettono in atto o accelerano processi di mutamento.

Il matrimonio imposto รจ solo una delle tante violazioni dei diritti umani, della violazione dellโ€™uguaglianza di genere e del diritto a scegliere la propria felicitร , ma non รจ il solo. Rimane ancora inevaso il tema delle gravidanze precoci delle adolescenti, il diritto alla salute, il diritto dei bambini a non essere sfruttati, il diritto a non essere violati nella loro innocenzaโ€.

Problema di religione o problema di cultura?

โ€œSe la problematica sopra descritta sia solo religiosa o di cultura รจ almeno a mio parere quasi impossibile decifrare. Perchรฉ religione e cultura si implementano vicendevolmente tanto che in alcuni stati sono i principi religiosi a costituirsi in principi giuridici e questi a determinare comportamenti che si stabilizzano nel tempoโ€.

In quale modo si puรฒ fare integrazione?

โ€œSembrerร  ovvio affermare che รจ una sfida enorme quella che ci รจ dinanzi, ma il concetto va ribadito. Non si tratta soltanto di raccogliere in uno sguardo il mondo intero, piuttosto di raccogliere in uno sguardo tutte le โ€˜povertร โ€™ del mondo.

Eโ€™ giunto il momento, questo รจ il momento nel quale gli Stati che si considerano democratici e perciรฒ civili e piรน avanzati, modifichino i loro comportamenti riguardo al tema della povertร , della disuguaglianza, delle discriminazioni, dello sviluppo equo e solidale investendo nel capitale umano in base alla ovvia considerazione che la vulnerabilitร  di alcuni pezzi dellโ€™umanitร  depone sulla qualitร  dello sviluppo dellโ€™intera umanitร โ€.

di Simone Baroncia

 

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