Intervista alla Presidente nazionale apparsa sul sito di informazione cattolica Korazym e sullโagenzia di stampa Aci Stampa - Roma, 21 giugno 2021
โSaman doveva sparire per essere presenteโฆ Violata nel suo legittimo desidero di vivere e amare, Saman rimprovera le nostre esitazioni, i nostri dubbi, le nostre chiusure che lโhanno resa ostaggio di una cultura patriarcale impermeabile alla nostraโ: cosรฌ si รจ espressa nei giorni scorsi la presidente nazionale del Centro Italiano Femminile, Renata Natili Micheli, commentando la morte della ragazza della provincia di Reggio Emilia uccisa dalla sua famiglia islamica per essersi rifiutata di sottostare al matrimonio combinato con un cugino in Pakistan.
Nelle scorse settimane i carabinieri avevano diffuso tre frame relativi a un video del 29 aprile, in cui compaiono alcuni parenti della ragazza (tra cui il cugino fermato a Nimes, in Francia) che, secondo le ipotesi investigative, potrebbero essere stati ripresi mentre si dirigevano a scavare una fossa. Infatti, stando alle ricostruzioni degli investigatori, la sera del 30 aprile Samam Abbas aveva tentato di fuggire, preparando i suoi vestiti e li ha messi in uno zaino pronta per uscire di casa. Ma รจ nata una violenta discussione con i genitori durante la quale la ragazza ha preteso di avere i suoi documenti: รจ quanto risulta agli atti dellโinchiesta.
Una storia, quella di Samam Abbas, che pone molti interrogativi, non solo di integrazione, ma soprattutto di tutela da parte delle Istituzioni italiane, che non hanno saputo offrire adeguata protezione, come ha sottolineato la presidente nazionale del Cif, che ha parlato di occasione perduta, mentre nei media imperversa uno squallido dibattito:
โDa anni le nostre societร non possono piรน definirsi chiuse e grazie alla globalizzazione, che ha reso il mondo โpiรน ampio e intercomunicanteโ, hanno dovuto sperimentare le difficoltร connesse ad un mondo aperto nel quale, come spazio geografico ed umano si misurano culture, esperienze, visioni religiose diverse e a volte opposte.
Questa โpromiscuitร โ ha giustificato la teoria di Samuel Philips Huntington, secondo la quale la principale fonte di conflitti nel mondo sono le identitร culturali e religiose. Se lโinterdipendenza, con le difficoltร ad essa connessa sembra dare ragione a tale teoria, in realtร la storia dellโumanitร parla unโaltra lingua: grazie alle le sfide la civiltร si dimostra sempre piรน capace di inglobare le diversitร , di sviluppare le capacitร di empowerment, di garantire i diritti, grazie anche alla conoscenza che rende sempre piรน residuali e marginali le aree dove permane una condizione di emarginazioneโ.
Quanto รจ difficile raccogliere il grido di chi chiede aiuto?
โIn questi due anni caratterizzati dallโesperienza dolorosa della pandemia ciascuno ha potuto toccare con mano quanto dolorosa e improvvida sia la solitudine, quanto sia necessario un approccio diverso per sentirsi comunitร , quanto si renda urgente un cambiamento di mentalitร tale da suscitare in ciascuno di noi sensibilitร , convincimenti, passaggi di cultura in grado di modificare i nostri comportamenti.
Ma veniamo al punto: la vicenda di Samam Abbas รจ da considerarsi unโoccasione perduta perchรฉ, la famiglia della porta accanto, non รจ un mondo a noi ostile, nรฉ una realtร chiusa nella sua diversitร rispetto alla nostra. Saman frequentava la scuola dove vanno i nostri figli, รจ unโadolescente che sperava di mettere le ali per volare lontano verso il suo futuro, una ragazza che sognava di realizzarsi pienamente.
Magari lโabbiamo incontrata, abbiamo incrociato i suoi occhi, forse abbiamo anche pensato che essi ci chiedessero aiuto, maย la vita, gli impegni, le necessitร di ogni giorno ci hanno fatto distogliere lo sguardo eย allungare il passoโ.
Sullo sfondo un matrimonio imposto: come prevenire?
โI cambiamenti delle civiltร si misurano in decine di anni e non possono essere imposti dallโesterno, eppure lโesempio, la vigilanza, il contatto, lo scambio, la conoscenza sono tutti strumenti che mettono in atto o accelerano processi di mutamento.
Il matrimonio imposto รจ solo una delle tante violazioni dei diritti umani, della violazione dellโuguaglianza di genere e del diritto a scegliere la propria felicitร , ma non รจ il solo. Rimane ancora inevaso il tema delle gravidanze precoci delle adolescenti, il diritto alla salute, il diritto dei bambini a non essere sfruttati, il diritto a non essere violati nella loro innocenzaโ.
Problema di religione o problema di cultura?
โSe la problematica sopra descritta sia solo religiosa o di cultura รจ almeno a mio parere quasi impossibile decifrare. Perchรฉ religione e cultura si implementano vicendevolmente tanto che in alcuni stati sono i principi religiosi a costituirsi in principi giuridici e questi a determinare comportamenti che si stabilizzano nel tempoโ.
In quale modo si puรฒ fare integrazione?
โSembrerร ovvio affermare che รจ una sfida enorme quella che ci รจ dinanzi, ma il concetto va ribadito. Non si tratta soltanto di raccogliere in uno sguardo il mondo intero, piuttosto di raccogliere in uno sguardo tutte le โpovertร โ del mondo.
Eโ giunto il momento, questo รจ il momento nel quale gli Stati che si considerano democratici e perciรฒ civili e piรน avanzati, modifichino i loro comportamenti riguardo al tema della povertร , della disuguaglianza, delle discriminazioni, dello sviluppo equo e solidale investendo nel capitale umano in base alla ovvia considerazione che la vulnerabilitร di alcuni pezzi dellโumanitร depone sulla qualitร dello sviluppo dellโintera umanitร โ.
di Simone Baroncia





