Riguardo la sentenza sul suicidio assistito di Davide Trentini - Comunicato Stampa - Roma, 4 agosto 2020
Β βMarco Cappato e Mina Welby sono stati assolti dalla Corte di Assise di Massa dallβaccusa di istigazione e aiuto al suicidio per la morte di Davide Trentini, malato di sclerosi multipla che il 13 aprile del 2017 aveva fatto ricorso al suicidio assistito a Basilea, in Svizzera in quanto il fatto non costituisce reatoβ . CosΓ¬ Renata Natili Micheli, Presidente nazionale del Centro Italiano Femminile, che aggiunge: βLa sentenza Γ¨ particolarmente importanteΒ Β perchΓ© chiarisce che per il malatoΒ il requisito della presenza di trattamenti di sostegno vitale, non Γ¨ limitato alla sola presenza di macchinari, ma comprende anche i trattamenti farmacologici e di assistenzaβ . E conclude: βAccertato che le sentenze vanno accettate (dura lex sed lex) ci sia consentita almeno una riflessioneΒ Β che insiste sullβuso stesso della terminologia che vorrebbe indurre al formarsi di una opinione generalizzata sul tema di quello che viene chiamato βsuicidio assistitoβ e che, presumiamo grazie al linguaggio politicamente corretto spiana la strada ad una legislazione tesa soltanto a prendere atto di una realtΓ accettata come βnormaleβ. Ed aggiunge: β Parlare di suicidio assistito significa allontanare il giudizio negativo almeno su due aspetti: e cioΓ¨ che la libera volontΓ del malato richiede lβintervento di unβaltra volontΓ e che soltanto lβintervento di questa ultima fa sΓ¬ che la volontΓ del primo diventi efficace grazie allβazione del secondoβ.

