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Pinocchio: la favola bella che ieri ci illuse e ancora ci illude

2 Ottobre 2023
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140 anni dalla prima pubblicazione del volume

Rieccoci al punto di partenza della nostra infanzia che ritorna insieme a Pinocchio il bel libro di Collodi che sfonda il secolo. 140 anni dalla prima pubblicazione del volume che ha segnato la fantasia di generazioni bambini, poi adulti. Allora eccoci a ripescarlo dallโ€™archivio della memoria per coglierne, oggi da adulti, la simbologia che ogni pagina adombra. Per tenerci stretti, Pinocchio รจ la storia di un pezzo di legno che un povero artigiano del legno sgrossa e modella come un bambino. Sรฌ Geppetto era solo e voleva un bambino. Il desiderio della paternitร  lo spinge a farselo da sรฉ perchรฉ allora non cโ€™era la GPA. Lo modella, lo leviga come fosse una carezza, lo immagina mentre il legno prende forma. Pinocchio appena riesce a balbettare le prime parole, chiede, anzi esige da quel poveruomo che non metteva insieme il pranzo con la cena, da mangiare e subito. ย Pinocchio appena costruiti i piedi scappa iniziando cosรฌ la storia fatta di peripezie determinate dallโ€™impudenza, dalla disubbidienza, dal far conto che Geppetto non fosse altro un elemento della sua vita. E mentre Pinocchio scorrazza per il mondo della libertร  senza responsabilitร , Geppetto lo aspetta come fa il padre del figliol prodigo. Ed ecco le prime tre similitudini, o simbologie o certezze nascoste dalla metafora: non cโ€™รจ amore di padre che possa trattenere un figlio; la libertร  senza responsabilitร  porta solo guai, solo stando dentro il ventre della balena, padre e figlio per potersi rincontrare, riscoprire, riavvicinare. Altra simbologia: si diventa adulti e responsabili nellโ€™amore del padre o dei genitori. Scrive Andrea Rauch, autore di Uno, cento mille Pinocchi, ยซPinocchio รจ un burattino scivoloso e ci sfuggirร , sicuramente di mano ancora una voltaยป. Le gradi invenzioni letterarie, infatti, in quanto invenzione assoluta e soprattutto quando non sono contestualizzate in un momento storico assoluto, sfuggono ad una spiegazione univoca ed aprono ampi spazi di interpretazione. Anche ย Pinocchio non fugge alla regola. Ma veniamo allโ€™autore, Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzin. Tre anni dopo la prima pubblicazione del suo libro, esce โ€œCuoreโ€ di E. De Amicis che, come scrivono in molti, voleva far crescere la coscienza degli Italiani alle prese col Risorgimento del quale, si sa, se non le รฉlite, capivano poco. ย Perchรฉ Collodi /Lorenzin proprio grazie a Pinocchio, esprime tutta la sua sfiducia nella bontร  innata dellโ€™umanitร . Forse proprio questo รจ il motivo per cui il libro Cuore si รจ fermato allโ€™Ottocento e Pinocchio, invece, trascorre il tempo. ย Il padre single, la scuola che non รจ mai oggetto di attenzione politica, non cโ€™รจ la giustizia (Pinocchio viene imprigionato anche se i gendarmi sanno che รจ a lui che sono state rubate le monete); non cโ€™รจ la scienza (perchรฉ chiamata attorno al letto di Pinocchio malato, non si prende la responsabilitร ); ci sono i gendarmi anchโ€™essi simbolo di una giustizia punitiva per uscire da ogni impiccio; cโ€™รจ il gatto e la volpe, la furbizia eretta a sistema; il palazzo dei balocchi, desiderio di un posto, un paese del ben godi. Tutte controfigure che sono alle spalle di un padre ed un figlio che nasce nudo subito avvolto dallโ€™amore del padre. E se nella prima versione del libro, Pinocchio finiva impiccato alla quercia grande, lโ€™intervento della Fatina azzurra segna anche il ritorno alla realtร : Pinocchio diventa bambino. Ma, quanto ci vuole ad acquisire questa umanitร  che non รจ performata, ma formata dalle prove, dalle fughe, dai ritorni, dai โ€˜seโ€™ e dai โ€˜maโ€™ e dai โ€˜mai piรนโ€™? Eccoci allora alla metafora piรน grande: la consapevolezza รจ una presa di coscienza in cui la riabilitazione non viene calata dallโ€™alto, ma conquistata in quanto attorno non ci sono punti fermi, ma una continua mobilitร  che induce a fidarsi soprattutto a chi ci racconta che ha la bacchetta magica per risolvere tutti i nostri problemi. Rimane la bambina dai capelli turchini ad indicare che, in fondo in fondo, tutti crediamo ai miracoli.

 

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