Centro Italiano Femminile

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PRESIDENZA NAZIONALE

Educazione sessuale solo con il consenso informato – ddl 2423

9 Giugno 2026
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Il consenso informato preventivo a scuola diventa legge.

Il Senato ha approvato in via definitiva il ddl 2423 presentato dal ministro della Pubblica Istruzione e del merito Valditara (78 voti favorevoli, 38 contrari).

La normativa prevede che le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere ai genitori o agli studenti, se maggiorenni, il consenso informato preventivo per la partecipazione ad attività che riguardano temi attinenti all’ambito della sessualità.

La richiesta di consenso deve contenere le finalità, gli obiettivi educativi e formativi, gli argomenti e le modalità di svolgimento delle attività, con indicazione di eventuali esperti esterni – anche rappresentanti di Enti o associazioni coinvolti-.

Il consenso, in forma scritta, deve essere dato almeno una settimana prima dell’inizio delle attività, che sono consentite solo per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Divieto assoluto di ogni iniziativa relativa alla sessualità nella scuola dell’infanzia e primaria.

La scuola dovrà predisporre, qualora la famiglia non presti il consenso, attività formative alternative.

La scelta degli esperiti esterni necessita di deliberazione del collegio dei docenti e dell’approvazione del consiglio di istituto.

Inoltre viene sancito che dalla attuazione della legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

L’esame rigoroso e letterale della normativa non ci consegna dettami espliciti sui contenuti educativi, lasciando spazio ai collegi docenti e al consiglio di istituto.

Le singole istituzioni scolastiche saranno gravate dal  compito e dall’onere di organizzare spazi di impegno per i ragazzi che non avranno il consenso, come accade già da anni per l’ora di religione cattolica.

All’emanato decreto sono state mosse dure critiche da chi sostiene – pur non mettendo in dubbio il diritto dei genitori ad educare i propri figli – che  il ruolo della scuola viene frainteso nella sua primaria funzione di offrire conoscenza, sviluppare il pensiero critico e formare cittadini liberi e consapevoli; l’obbligo del consenso per tali percorsi potrebbe finire col penalizzare quei giovani che avrebbero più bisogno di dialogo e strumenti formativi adeguati.

E’ stato anche osservato che il divieto assoluto previsto per le scuole dell’infanzia e primaria, confligge con gli studi psicologici in tema che rivelano la centralità di quella fascia di età quale momento della vita in cui si costruiscono le prime relazioni, si stabiliscono i confini personali, si sviluppa il rapporto con il proprio corpo.

Da ultimo, si segnala che sono state paventati profili di incostituzionalità con riferimento agli artt. 3, 33, 34 e 117 Cost.

Dovremo attendere la concreta attuazione ed applicazione della normativa esaminata per verificarne la ricaduta in termini di adeguatezza e validità formativa.

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