Centro Italiano Femminile

Centro Italiano Femminile

PRESIDENZA NAZIONALE

Il ruolo fondamentale del lavoro

25 Giugno 2026
Share this :

Il lavoro rappresenta una delle principali basi della libertà femminile. Innanzitutto, garantisce l’indipendenza economica, che costituisce anche un importante antidoto alla violenza. Inoltre, il lavoro favorisce la dimensione relazionale, offrendo alle donne opportunità di crescita personale e sociale che per lungo tempo sono state loro negate.

Nonostante i progressi compiuti, in un Paese come l’Italia solo poco più della metà delle donne risulta occupata. Una donna su cinque lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio e molte rinunciano alla propria crescita professionale a causa di ostacoli che rendono più difficile il conseguimento di titoli di studio adeguati e il raggiungimento di una reale parità.

È quindi necessario comprendere quali siano le barriere ancora da abbattere e quali diritti debbano essere ancora conquistati. Al tempo stesso, è fondamentale essere consapevoli che ogni conquista può essere soggetta ad arretramenti. La sfida per la parità, inoltre, non può essere considerata esclusivamente una questione di genere: è una battaglia per la democrazia che riguarda l’intera società.

Ma come sta procedendo il tema della parità di genere all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), attraverso il quale l’Italia si è impegnata con l’Unione europea a investire 194 miliardi di euro entro il 2026? La valorizzazione delle donne, insieme a quella dei giovani e al riequilibrio territoriale, rappresentava una delle priorità del Piano. Per questo motivo, una parte consistente degli investimenti era finalizzata anche alla riduzione dei divari di genere.

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Openpolis, benchè siano state adottate 56 misure riconducibili a questo profilo, per un valore complessivo di circa 98 miliardi di euro, alla fine del 2025 le risorse effettivamente impegnate ammontavano solo al 45,5% del totale previsto. Considerando che il Piano è ormai entrato nella sua fase conclusiva, esiste il rischio di perdere parte delle risorse non ancora utilizzate.

Una quota significativa delle misure considerate “sensibili” rispetto alla parità di genere prevede l’obbligo di riservare il 30% delle nuove assunzioni a donne e giovani under 36 nelle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici. Tuttavia, secondo i dati dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), aggiornati ad aprile 2026, dall’avvio del PNRR sono state bandite oltre 316 mila gare e la clausola relativa alla riserva di assunzioni per donne e giovani è stata prevista soltanto nel 34% dei casi. Nel 50% dei bandi tale clausola non compare, mentre nel restante 15,5% l’informazione non è disponibile. A ciò si aggiunge il problema delle numerose deroghe previste dalla normativa

Risultati migliori si registrano nella parte del Piano che destina 400 milioni di euro al sostegno della nascita e del consolidamento di imprese guidate da donne. Finora sono stati approvati 925 progetti e altre aziende sono in procinto di essere finanziate. Tuttavia, al 31 dicembre 2025 risultava effettivamente speso soltanto il 39% delle risorse disponibili, da imputare in larga misura a difficoltà burocratiche.

Latest Post

Ricevi suggerimenti e risorse gratuiti direttamente nella tua casella di posta